Storie dalla Tenuta
Earth Day: prendiamoci cura del nostro Pale Blue Dot
Erano gli anni 70 e la green generation sentì l’esigenza di istituire una giornata mondiale dedicata alla Terra. Oggi ricade esattamente il 50esimo anniversario dell’Earth Day e il caso (non caso) vuole che siamo in lockdown per una pandemia. Per questo rifl etteremo, oggi più che mai, e lo faremo nelle nostre case. Noi iniziamo da qui... È il 1990, Voyager 1 è a ben 6 miliardi di Km di distanza dalla Terra, e Carl Sagan convince la NASA a girare la fotocamera della sonda per restituire fotografi a del nostro pianeta. Visto da lì non è altro che un granello di sabbia sospeso nell’avvolgente buio cosmico. Davanti a quella sorprendente immagine dirà:« [...] Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto.» Adesso pensiamo a come poter prenderci cura di quel pallido pallido blu e indirettamente preserveremo anche la nostra permanenza, non ci sono più scuse e non ci sono alternative. Abbiamo tutto il tempo per farlo!
Leggi di piùIl Natale essenziale: auguri!
Ci siamo lamentati ogni anno per i preparativi al Natale, per la corsa ai regali, per l’ideazione del menù.Ci siamo lamentati ogni anno perché non avevamo nessuna voglia di fare l’albero, di vedere la zia tornata dal nord, i fi gli dei cugini della cognata della mamma o la suocera. Quest’anno ci viene data la possibilità di non vedere nessuno e che facciamo? Ci lamentiamo lo stesso! Non siamo mai contenti, la lagna è innata, è condizione umana. O forse quei rapporti sociali che non sono ormai più così scontati adesso ci mancano. E ci mancano proprio per questo, perché non più a discrezione del proprio desiderio e della propria volontà ma suggeriti e regolati, dosati pur di farci il meno male possibile. Ma questa decelerazione non è per forza cosa negativa. I passi indietro permettono di guardare bene un’opera d’arte nella sua totalità. Facciamoli, ci apparirà più bella!Siamo sempre tutti connessi, apprendiamo notizie in continuazione, iper sollecitati da immagini, post, stories, tweet. Dimentichiamo così che il cervello è una macchina lenta e tutta questa rincorsa ci procura angoscia. E allora rallentiamo, assecondiamo la neurobiologia, non inseguiamo modelli di festa démodé, impariamo ad usare il paracadute che ci è stato dato.Lasciamoci accompagnare lentamente, poggiamo i piedi per terra, accendiamo le lucine, apparecchiamo la tavola e festeggiamo questo Natale. Cerchiamo di abbandonare l’idea di farlo sembrare “normale”, perché non lo è: una cosa è certa, sarà singolare e ce ne ricorderemo. Però potete sempre mangiare tanto, bere bene, e sgarrare con i dolci.Abbracciatevi con gli occhi.Buon Natale dalla Tenuta!
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